San Francesco e l’Asia

Quale idea del mondo aveva san Francesco? A quali spazi guardavano i suoi primi seguaci? In quali direzioni si sono sviluppate le loro azioni di evangelizzazione? Questi interrogativi sono stati la base delle ricerche che hanno preparato la mostra “L’arte di Francesco: capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo”, aperta a Firenze presso la Galleria dell’Accademia dal 30 marzo all’11 ottobre, promossa dalla Galleria in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori e la Commissio Sinica, istituita nel 2012 dallo stesso Ordine al fine di promuovere, sotto il patrocinio della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum. L’Oriente si impone come orizzonte originario della fondazione dei frati minori, prima ancora del “capitolo delle stuoie” e dell’istituzione della “provincia di Terrasanta”, fin dal viaggio di Francesco in Egitto e – probabilmente –a Gerusalemme. La stessa Città Santa appare sia come fulcro devozionale di una imago mundi fortemente mistica, sia come incipit dell’Asia, porta verso un mondo variegato e aperto alla prospettiva del Vangelo. Il percorso espositivo presenta non solo i viaggi missionari, ma la stessa idea dell’Oriente sviluppata da Francesco e dai suoi, in una sorta di ridefinizione culturale e topografica dell’ecumene. Da una parte, si susseguono mappe, codici che riportano relazioni di viaggio, attestazioni dei contatti dei latini con i Mongoli mantenuti in chiave antislamica (nel 1246 Khan Guyuk scrisse a papa Innocenzo IV una lettera conservata nell’Archivio Segreto Vaticano). Dall’altra, un gruppo straordinario di reperti fa intuire la rete delle presenze cristiane che i francescani incontrarono al loro arrivo all’interno del continente. La prima comunità nestoriana si impiantò in Cina nel 633 e rimase attiva fino al X secolo, all’interno di un sistema ben più ampio di relazioni, contatti, circolazioni di annunci e interpretazioni, contaminazioni con l’universo buddista. Durante il dominio della dinastia Yuan questi gruppi di cristiani acquistarono importanza e si diffusero ulteriormente, soprattutto nelle aree settentrionali. Con loro e con la loro versione del Cristianesimo ebbero a che fare i frati della corda, che si trovarono a predicare in un contesto in cui Gesù non era del tutto sconosciuto, ma, piuttosto, faceva parte di una stratificazione secolare di credenze, mutuazioni e assimilazioni. Ne sono testimonianza sessanta croci in metallo oggi conservate al Museo della Hong Kong University, oggetti devozionali di uso comune, per lo più a forma di croce greca, alcune delle quali mostrano evidenti fusioni con motivi simbolici buddisti e centroasiatici. Gli incontri con questi mondi e le situazioni che si svilupparono sono descritti nei testi degli stessi francescani. Solo per citare un caso, Guglielmo di Rubruck dà conto di una sorta di concilio convocato da Mongke Khan in cui i francescani rappresentarono i cristiani sia latini che nestoriani, senza distinzioni, alla presenza di buddisti e altri gruppi. Di reperto in reperto, viene tratteggiato un universo di viaggi, esplorazioni ed echi, generato a partire dalla declinazione propriamente francescana del Cristianesimo, che negli spazi sconfinati dell’Asia aveva trovato un alveo privilegiato. Così, un grande affresco staccato dalla chiesa di San Francesco a Udine di cultura tardogotica introduce il visitatore alla straordinaria vicenda umana del Beato Odorico da Pordenone (1286–1331), che intraprese intorno al 1314 una spedizione incredibile, sostenuto dal fervore missionario che lo porterà prima in Asia Minore, per incontrare poi i Mongoli della dinastia Yuan (1279-1368) negli anni 1323-28, e in India. Rientrato in patria dopo un viaggio rocambolesco Odorico riferì al Papa lo stato delle missioni in Oriente in una dettagliata Relatio. La vicenda di Odorico da Pordenone fu solo una delle ultime dell’epopea francescana in Asia orientale, generata dall’impulso stesso dell’azione di Francesco e iniziata nel 1245 con Giovanni da Pian del Carpine, culminata con Giovanni da Montecorvino, consacrato nel 1313 primo vescovo di Khanbaliq (Pechino). Per informazioni http://www.antonianum.eu/it/news/3749/Larte-di-Francesco

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