Francescani e Medioriente: le origini

La predicazione del Vangelo durante le crociate, i cristiani e l’Islam, i cristiani e la guerra, il senso della testimonianza disarmata. Sono questi i temi di “Lauda Sion. I Francescani in Terra Santa nel XIII secolo”, il XIII convegno di Greccio, in programma l’8 e il 9 maggio nel centro reatino.

Sullo sfondo, le divisioni all’interno del cristianesimo, la consapevolezza delle diverse identità e l’esperienza comune dei drammi seguiti alla caduta dei regni crociati: saranno analizzate le fonti che dimostrano come i “frati della corda” conoscessero bene le divisioni marcate fra greci, latini, suriani, armeni e altri gruppi, ma condividessero con loro la progionia, le fughe, le azioni di riscatto dei prigionieri.

Emergerà, così, il ruolo dei Francescani all’interno della latinitas e della Chiesa romana, attraversata nel Duecento da profonde trasformazioni. La Terra Santa (termine quanto mai geograficamente aperto, luogo delle memorie cristiane e bibliche, che include Cipro, l’Anatolia, l’Egitto e buona parte del Medioriente) si conferma laboratorio di cambiamenti di idee e di paradigmi destinati a durare fino ai giorni nostri, che si maturano proprio nel secolo di Francesco. Anche sul piano istituzionale, si pongono le premesse per una presenza che diventerà istituzionale con la creazione della Custodia di Terra Santa e che aprirà una pagina nuova nell’approccio dei cristiani latini all’Oriente: dalla presenza armata alla testimonianza inerme e all’azione diplomatica.

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